COMUNA 13 – La Colombia che semina per un sogno

Quando si parla di Colombia i primi commenti che mi sento rivolgere, ovviamente da chi in Colombia non c’è mai stato, sono spesso: “ Ah ma la guerriglia, il cartello della cocaina..e ti derubano, ti sparano, ecc. ecc…”, contribuendo spesso a far aumentare in maniera repentina la mia pressione arteriosa. Perché basterebbe non dico visitarla, ma andare oltre le serie tv per capire quanto tutto sia cambiato e quanto faticosamente quella gente stia cercando di levarsi di dosso quell’attillante etichetta.

comuna 13 MedellìnOggi però vi concedo un permesso. Ebbene si, potete pensare per un attimo a quanto sopra perché la storia che vi sto per raccontare inizia proprio da lì. Le FARC (Forze armate rivoluzionarie colombiane) sono delle milizie costituitesi in Colombia già nel corso degli anni ’60. Il loro obiettivo era quello di aiutare la società civile, tanto che inizialmente compivano gesti a favore delle persone meno abbienti. Quello che in principio era la risposta a un disagio popolare si tramutò ben presto in guerriglia urbana e morte. Le FARC cercando di mettere sotto pressione il Governo colombiano iniziarono ad occupare un numero impressionante di villaggi rurali, eretti presto a roccaforte, e i quartieri più indigenti delle principali città.
Medellin
, la seconda città più popolata del Paese, era il centro di controllo del narcotraffico americano per mano del noto Pablo Escobar. In una città destabilizzata non è difficile inserirsi tra le sue maglie di per sè troppo fragili. Le FARC ci riuscirono nella Comuna 13, uno dei quartieri popolari più grandi della città. Di gran lunga oltre i centomila abitanti, un barrio che in Italia prenderebbe facilmente le sembianze di una città. Ben presto le regalie di derrate alimentari e denaro vennero sostituite da presidi armati, omicidi esemplari, controllo forzato dell’ordine pubblico.

Comuna 13 MedellìnSe gli abitanti della Comuna venivano trovati in possesso di troppe cose, o semplicemente abbondante cibo, venivano ammazzati poiché non era a loro concesso vivere nel “lusso”. Ben presto la paura si diffuse. I mezzi pubblici non salivano più in cima alla Comuna 13. Molta gente fu costretta ad abbandonare il proprio posto di lavoro. La storia prosegue ora con il volto di due giovani abitanti della Comuna, Andrès e Yenni. E’ il 2001, Andrès lavora in proprio come muratore , e l’obbligo di vivere dentro un quartiere militarizzato non ferma i due dall’idea di costruirsi un futuro. La coppia, poco più che ventenne, ha già due bellissime bambine di cui Sara, la più piccola, di appena sei mesi. E’ un pomeriggio come tanti quando la porta di casa viene sfondata dal calcio di un guerrigliero. Tre persone armate intimano ad Andrès di chiedere al fratello poliziotto di confessare tutte le informazioni di controllo di cui lui era in possesso. Strappano la piccola Sara dalle mani di Yenni e se ne vanno segregandoli in casa. E’ l’inizio di un incubo. Andrès e Yenni erano obbligati a non muoversi da casa, mentre la loro piccola era chissà dove nelle mani di esaltati armati. Questo strazio durò diciassette lunghissimi giorni. Quando Sara venne riportata tra le braccia di sua madre, la stessa Yenni trovò il corpo del cognato morto dentro un lago di sangue. Due anni dopo, nel 2003, il governo colombiano dichiara guerra alle FARC accerchiandole all’interno della Comuna 13. Uno scontro a fuoco durato tre mesi, con gli abitanti costretti a non uscire di casa e a razionare il cibo. Lo scontro si conclude con il successo della “Operación Orion”. L’esercito militare aveva vinto. Pensare ad un futuro differente era davvero possibile. Andrès e Yenni volevano fare qualcosa. La Comuna 13 aveva bisogno di svoltare. Decisero così di fondare il progetto “ Sembrando Paz y Esperanza” (Seminando Pace e Speranza). Una piccola squadra di calcio. Attraverso lo sport avrebbero potuto avvicinare i bambini del barrio e insegnare loro che un futuro migliore è possibile. Tenerli lontani dalle bande di strada e dal consumo di droghe. Salendo faticosamente in cima alla Comuna 13 c’è un piccolo spiazzo di terra. Lì sarebbe sorto il campo da calcio. Da lassù si domina tutta la città di Medellin, che rapidamente cambia faccia, quasi non interessandosi di cosa stia succedendo più in alto.Sono passati undici anni e oltre 150 ragazzini dai 5 ai 14 anni salgono su al campo per allenarsi. La squadra di Sembrando si ritrova tre volte a settimana. Spesso non è facile perchè quando piove il campo diventa un’enorme poltiglia di fango.

Comuna 13 MedellìnMa questa cosa qui alla Comuna 13 non ha mai scoraggiato nessuno a rincorrere la propria passione! Io sono arrivato dentro alla Comune 13 con il mio zainone ed il numero di Yenni salvato sul telefono. Nulla più.  Un’amica, Roberta di Incolombia.it, mi aveva parlato benissimo del progetto tanto da convincermi ad andare. Ma sapete, una cosa è immaginarlo e un’altra è vivere dentro a un quartiere popolare di una grande città colombiana tra gente che nemmeno si conosce. La tanta dolcezza e ospitalità con la quale sono stato accolto mi ha letteralmente travolto. Mi sento un privilegiato. Poter vivere dentro una realtà di questo genere, condividendo il quotidiano, ascoltando storie e osservando meravigliato uno spaccato di vita così autentico. Uno di loro, è come mi sento dentro a questa famiglia.

Comuna 13 MedellìnNel frattempo Sara è cresciuta ed è una bellissima ragazza di 16 anni. Non ricorda nulla del sequestro e guarda alla vita con un grande sorriso com’è doveroso alla sua età. All’interno della Fondazione si occupa di organizzare i tornei e segnare le presenze. Insieme a lei anche Diego, il terzo figlio di Yenni e Andrès, attaccante della squadra, un piccolo talento cresciuto con il pallone tra i piedi dentro quel campo sgangherato. Andrès continua a lavorare in proprio come muratore e appena finisce le varie mansioni si fionda al campo per coordinare il lavoro dei ragazzi e sbrigare i mille lavoretti di cui quel posto ha bisogno. Durante gli allenamenti i ragazzini che se la sentono si muniscono di piccone e badile per sistemare le zone più dure mentre altri con sacchi di sabbia chiudono le pozze di fango.  Yenni è un po’ la mamma di tutti e con affetto segue la  crescita dei bambini con tanti piccoli gesti come parlare con le mamme, preparare la merenda e lavare le casacche.

Comuna 13 MedellìnSono stato accolto dentro casa loro e dentro alla loro Comunità. Ci siamo da subito voluti molto bene. Nel mio piccolo ho messo a disposizione quel poco che sapevo fare, ovvero l’arbitro, dirigendo diverse partite del torneo natalizio. Dal primo giorno ero “El profe”  l’arbitro arrivato dall’Italia. Con il passare dei giorni rapidamente quegli sguardi un po’ imbarazzati nei miei confronti sono diventati tanti sorrisi. Perché alla Comuna 13 tutto quel gelo seminato dall’odio…si sta sciogliendo.

 

CHE COSA ABBIAMO GIA’ RAGGIUNTO?
“Noi” di Sembrando Paz y Esperanza abbiamo raggiunto oltre 150 bambini che partecipano agli allenamenti e ai tornei. Abbiamo un campo da calcio che seppur piccolo ci permette di riunirci e coltivare la nostra passione. Abbiamo messo una rete di protezione che ci aiuti a non disperdere i palloni. Abbiamo casacche di diversi colori e alcuni palloni per allenarci. Abbiamo inoltre creato un piccolo campionato non ufficiale di squadre giovanili del quartiere.

Comuna 13 MedellìnQUALI PROGETTI ABBIAMO?
Stiamo cercando di aumentare la superficie del campo, per ambire un giorno a partecipare al campionato giovanile cittadino di Medellin. Poter confrontarsi con i propri coetanei è per i nostri campioni motivo di orgoglio e grande stimolo. Dovete sapere inoltre che qui alla Comuna ci sono molte ragazze madri che dovendo lavorare sono costrette a lasciare di giorno i figli da soli in casa. Un altro sogno di Yenni è quello di creare un sistema di “dopo scuola” che permetta a questi bambini di pranzare, fare i compiti  e giocare insieme alla squadra. Individuare uno psicologo e un nutrizionista che accompagnino la crescita di queste famiglie.

MA IO COSA STO FACENDO?

Io sto raccontando questa storia tenendo impressi nella mente gli sguardi sognanti di Yenni e Andrès e quelli spensierati dei bambini del progetto. Attraverso alcuni gruppi di viaggiatori internazionali vorrei che molte più persone andassero alla Comuna 13 per conoscere e con piccoli gesti aiutare.  Con l’aiuto di tanti cari amici sto raccogliendo dei fondi da inviare che serviranno per proseguire il progetto della Fondazione.
Vorrei inoltre trovare una squadra di calcio giovanile in Italia che “adotti” i nostri piccoli campioni di Sembrando Paz y Esperanza aiutandoli a crescere o chissà facendo in modo che alcuni di loro possano venire qua a fare un’esperienza del tutto nuova e formativa.
A Natale 2017 abbiamo raccolto grazie a questo blog 1460 euro!!
Tanti amici e persone conosciute attraverso questo blog hanno deciso di non fare i tradizionali regali di Natale ma destinare la somma che avrebbero speso a questo progetto. E’ sorprendente l’obiettivo che abbiamo raggiunto e quello che dalla Comuna 13 sono riusciti a fare.  Per prima cosa Yenni ha comprato per ciascun bambino un quaderno e una penna. Io ho letto questo gesto come un messaggio implicito che ha voluto mandargli. Poi sono stati comprati 7 palloni per gli allenamenti. Quella che prima era una baracca di legno ora è uno spogliatoio in muratura costruito ovviamente da Andrès, dotato anche del bagno.

Per finire sono state comprate le divise nuove per la squadra. Per loro avere tutti la stessa maglia vuol dire identificarsi in un gruppo, avere dei valori e delle regole comuni. Yenni mi ha inviato questa foto con la nuova divisa, a mio avviso molto bella! Poi mi fa: “hai notato cosa c’è impresso su un lato?”.  Con grande emozione e trattenendo le lacrime ho visto nella seconda foto che hanno stampato e ricamato il logo di questo blog. Nel logo originale sono impresse le bandiere di Colombia e Argentina, l’inizio e la fine della mia avventura sudamericana. Yenni ha tolto la bandiera argentina e l’ha sostituita con quella italiana. Con l’aiuto di tanti abbiamo costruito un ponte immaginario tra l’Italia e la Colombia. Comuna 13 MedellìnUn ponte fatto da una bella amicizia reciproca e il desiderio di aiutare il futuro di questi incredibili bambini!

E VOI COSA POTETE FARE?
Beh per prima cosa aiutandomi a raccontare questo spaccato di vita colombiana, così diverso da quella che è l’opinione comune. Potere chiedere l’amicizia su Facebook al profilo Sembrando Paz y Esperanza (non la pagina ma il profilo privato) così da seguire tutte le novità e conoscere meglio la squadra.
Se volete contribuire con una piccola donazione potete contattarmi a info@scomfortzone.com  ne sarei molto felice!
In questo modo Salvatore, un ragazzo di Potenza, mi ha invitato a portare la mia Scomfort Zone nel suo locale dove lui avrebbe offerto paella da lui preparata a tutti i partecipanti. E’ stata una serata molto piacevole dove i 350 euro raccolti sono arrivati la mattina seguente in Colombia. Yenni sta allestendo una piccola cucina a fianco dello spogliatoio dove cucinare per i bambini mentre le madri sono al lavoro e preparare la merenda alla fine degli allenamenti.

Mi assumo la responsabilità di garantire che tutti i fondi arriveranno a destinazione e di aggiornarvi su come verranno utilizzati. Questa è la maglia numero 9 della squadra regalatami da Yenni e Andrès il giorno della mia partenza.Comuna 13 Medellìn

Simbolicamente la condivido con voi e con tutti quelli che vorranno partecipare in qualche modo a questo piccolo grande progetto!

 

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