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150 dollari in tasca e una Fiat 1100: Così Sonia e Luis stanno girando il Mondo

Una coppia di argentini, una Fiat del 1961 e solamente 150 dollari in tasca. Non è il trailer di un film di fantascienza ma una storia vera. Ho conosciuto di persona Luis e Sonia a Tolù, un piccolo pueblo sulla costa caraibica della Colombia. Abbiamo passato una serata molto divertente fatta di chiacchiere e risate a bordo di “El Nono”.

Ecco il loro sogno che li sta accompagnando in questo meraviglioso viaggio!

Ciao ragazzi, raccontateci qualcosa di voi e sul vostro viaggio

Il nostro progetto iniziò alla fine del 2016, dopo aver speso un anno e mezzo di preparazione meccanica e mentale.
Meccanica perchè in questo progetto sono tre gli ingranaggi importanti: siamo Sonia, Luis e “Il Nonno”.
Quest’ultimo è il nostro MIllecento!! Un Fiat 1100 del 1961 prodotto in Italia.
Veniamo dall’Argentina, un Paese composto principalmente da generazioni di immigrati. Luis ha origini africane, dell’isola di Capo Verde, Sonia è metà polacca e metà italiana, mentre del nostro Nonno già lo sapete!.
Tutti e tre stiamo coltivando un sogno, fatto di ricerca personale e conoscenza delle nostre radici.

Una Fiat 1100 del 1961 sta accompagnando Luis e Sonia nel loro grande sogno

Stiamo viaggiando già da un anno e dieci mesi, facendo una vita del tutto diversa da quella che vivevamo dentro alla nostra zona di comfort.
Ci riteniamo molto fortunati per aver capito e aver visto questa luce che brillava un pò più in là dei nostri sguardi.
Mentre vivevamo nella routine di questa meravigliosa vita sentivamo però di non essere ancora completi.
Non ci mancava niente, siamo sinceri. Però nemmeno eravamo totalmente soddisfatti.
Lavoravamo più di otto ore al giorno, con le spese che si accumulavano così come i beni materiali.
Stavamo regalando il nostro prezioso tempo ai progetti e sogni di altri, tra l’altro non sapendo perchè lo stavamo facendo!
Abbiamo così capito che non era più ciò che volevamo.

Così avete deciso di partire..

“El Nono” è un’auto d’epoca che da tempo era parcheggiata nel garage del suo precedente proprietario, aspettando la possibilità di vivere un’avventura, di dimostrare per cosa era stata costruita.
Questa è la domanda che tutti dovremmo porci: Per quale motivo siamo in questa vita?
Questo viaggio incredibile ci sta aprendo gli occhi e l’anima. Abbiamo deciso di partire seppur con poco denaro, i nostri risparmi totali ammontavano a 150 dollari.
Sapevamo che sarebbero terminati in poche settimane e che dà lì sarebbe iniziato il vero viaggio. Eravamo abituati a credere che il denaro fosse tutto, e che senza quello non potevamo fare nulla.
Alcune persone credono che tutto abbia un prezzo, la troviamo un’idea così sbagliata!
Non vi nascondiamo che quando i nostri risparmi terminarono provammo una forte sensazione di panico. Abbiamo però iniziato a credere nella potenza del cammino che avevamo intrapreso e queste paure le abbiamo superate di lì a poco.

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Luis e Sonia, coppia di Buenos Aires, viaggia da quasi due anni per il Sudamerica

Se quindi realmente crediamo nel cammino, per ogni difficoltà arriverà una soluzione e questa si convertirà nel miglior aneddoto, nel miglior ricordo e in tanta crescita personale oltre a nuovi amici e un “dare e ricevere” meraviglioso.
La scelta deve essere totale, senza dubbi, saltando nel buio di ciò che non si conosce, ascoltandosi e senza cercare a tutti i costi una ragione: l’apprendimento è già dentro di noi e si mostra al momento giusto!

A che punto siete del vostro viaggio?

Abbiamo già percorso cinque Paesi e in questo momento ci troviamo in Colombia.
Proseguiamo con l’intenzione e la fede di arrivare presto in Venezuela, poi in Brasile e da lì fare un grande salto fino al nostro primo sogno: raggiungere in barca (ovviamente sempre insieme alla nostra macchinina) l’Isola di Capo Verde, in Africa.
Lì nacquero i nonni di Luis e lì vogliamo arrivare per conoscere le sue radici e unirle al nostro cammino di vita. Suo nonno lasciò l’Africa a vent’anni, abbandonando la famiglia in cerca di un futuro migliore senza sapere se sarebbe mai ritornato. Lavorando nelle barche arrivò fino a Buenos Aires e da lì iniziò a radicare la propria discendenza.
Una grande famiglia di origine capoverdiana però con usanze argentine!
Vogliamo andare a Capo Verde per incontrare la famiglia del nonno di Luis ancora in vita e raccontargli cosa capitò a lui in Argentina.
Dopo quest’isola il nostro cammino proseguirà nel continente africano per poi arrivare in Europa, la culla della discendenza di moltissimi argentini.
L’Italia è il nostro grande obiettivo! Poter arrivare fino a Torino dove venne prodotto il Fiat 1100, compagno unico e fedele di questo insolito cammino.
Attraverso questo viaggio ci piace dimostrare che l’impossibile non esiste. Siamo noi gli unici a creare i nostri propri limiti.

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Un primo giorno, un primo passo che mai dimenticheremo

Come riuscite a vivere viaggiando se non avete più soldi?

Durante il viaggio fotografiamo i momenti e gli incontri più belli. Qualche amico incontrato lungo il cammino ci permette di stampare delle cartoline. Facciamo anche piccoli manufatti a mano, come braccialetti. Offriamo il nostro lavoro in cambio di una libera offerta. Ma è il buon cuore di tutte le persone che stiamo incontrando a permetterci di andare avanti. C’è chi ci ospita in casa a mangiare, un meccanico peruviano ci ha regalato un pneumatico di scorta, e tanti quotidiani piccoli gesti gratuiti che stanno scandendo questa meravigliosa avventura.
Non sappiamo ancora come riusciremo ad attraversare l’oceano e arrivare a Capo Verde. Sappiamo però che questo sarà possibile, in tempi e modalità che ancora ci sono sconosciute.

Cosa vuol dire per voi entrare nella Scomfort Zone?

Arrivare in Italia a bordo della nostra piccola Fiat 1100 è una dimostrazione che tutto è possibile, solo bisogna impegnarsi costantemente a vivere la vita che sentiamo migliore per noi. Ci stiamo aprendo di più verso gli altri, conoscendo chi ci sta a fianco. Non vogliamo dire che tutti dovrebbero intraprendere un viaggio come il nostro. Vogliamo solo dirvi che se restate fermi nella vostra zona di comfort, magari vi sentirete comodi, ma perderete il mondo incredibile che sta là fuori.
Perderete i tantissimi insegnamenti che la vita, le persone e la natura vi potranno dare.
Capirete subito che non è necessario disporre di grandi e costose cose per godere tutto ciò che il Mondo ha di prezioso da offrire. Crediamo che nella semplicità si nascondano le cose più importanti e vere.

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E tu che faresti se questo fosse l’ultimo giorno della tua vita?

Che consiglio date a chi vorrebbe vivere un’esperienza personale come la vostra?

Impegnati a vivere in maniera unica e originale, lascia un’impronta, inspira, sorridi sempre, amati, sogna e fai quello che succede.
Servi più che puoi, senza aspettarti niente e ricevi senza pensare di essere in debito. Questi sono i regali che meritiamo. Magari aprirai nuovi cammini che saranno utili ad altri. Sii quello che desideri essere..e che nessuno ti dica il contrario!
Ma tutti i giorni chiediti: “Cosa farei se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita?

Un grande abbraccio dalla squadra di Kilometro a Kilometro
Sonia, Luis e “Il Nonno”

(Potete seguire il loro viaggio attraverso la pagina Facebook  e Instagram “Kilometro a Kilometro“)

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