Essere viaggiatori al tempo dei Social Network

Mi sembra che i Social Network abbiano cambiato o distorto il modo di viaggiare, non vi pare? O forse hanno semplicemente dato risonanza a qualcosa che c’è sempre stato? Ecco cosa ne penso.

In origine era il viaggio

Il viaggio è una cosa seria. Almeno per come lo vedo io. Dietro ai biglietti aerei o alle prenotazioni degli ostelli dovrebbe esserci indicata una scritta, come fosse un bugiardino medico: MANEGGIARE CON CURA.

Si perchè il viaggio è un’occasione unica, un tempo che ci si dedica, per mettersi alla prova, toccare con mano.

Ne parla tantissima letteratura di viaggio. Dai “mostri sacri” Chatwin e Sepúlveda, passando dal “vagabonder” Rolf Potts fino al moderno Francesco Grandis, uno dei primi italiani dei giorni nostri a narrare l’evoluzione personale ottenuta attraverso il viaggio.

Stiamo parlando di cose serie ragazzi.

Da vivere con leggerezza sia chiaro. Viaggiando si sta bene, si avvertono emozioni a fior di pelle, si impara, si fanno cose folli e a volte ci si mette pure in ridicolo.
Sono esperienze, esperienze di vita da aggiungere a quelle già fatte.

E poi sono arrivati i Social

Quando arrivò Facebook ormai dieci anni fa, si creavano tanti album di viaggio. Più foto mettevi e meglio era. La vacanza o viaggio che dir si voglia veniva raccontata attraverso decine e decine di foto.

Poi sono arrivate le Pagine Facebook che identificavano una passione, un viaggio, insomma..qualcosa!
Spesso capitava, e io rientro in questa categoria, che il viaggiatore condivideva la propria esperienza attraverso una foto pubblicata solo dopo attenta analisi, purchè descrivesse al meglio un determinato luogo ed episodio.

Qui si è nel mezzo, si è tra il serio e il faceto, o tra sesso e castità come diceva il grande Battiato.

Magari si trascurava il blog per chi l’aveva, perchè postare foto e video diventava una forma di rendere partecipe un pubblico, più o meno grande, che da casa viaggiava insieme a te con i contenuti che pubblicavi.

Poi è arrivato Instagram..ed è definitivamente scoppiato il casino.

Instagram è un social network più smart. Basta lunghe pappardelle, è sufficiente una foto e qualche hasthag. Basta video lenti e prolissi, si pubblicano storie di massimo quindici secondi. Uno strumento facile, immediato e per tutti. Il risultato è stato uno. Tantissimi viaggiatori, escludiamo la vacanza per un attimo, pensano ancor prima della partenza a come rendere partecipi i propri followers in viaggio. E così si editano fiumi di storie Instagram, che diano l’impressione anche a noi di essere in viaggio in quel momento, in quella situazione. Foto performanti, hasthag dove #wanderlust non deve mai mancare.

Il tempo in viaggio

FATE COME VOLETE! Non giudico assolutamente, sono sincero. Io mi diverto tantissimo a fare qualche post scanzonato e ultimamente a fare delle Stories su Instagram dove lanciare sondaggi o far notare qualche “stortura” del posto dove mi trovo. Non ho ancora la fissa di programmare quante Stories fare per giorno, specialmente quando sono in compagnia di altre persone, ma forse un giorno farò anche quello, chissà.

Mi rendo conto che condividere foto e video sui Social mi aiuta a raccontare. Non racconto un’esperienza solo a un gruppetto di amici, ma coinvolgo più persone, si crea uno scambio maggiore. Questo mi aiuta a proporre dei viaggi di gruppo, a chiedere una mano per sostenere i progetti sociali che seguo, a mettermi ogni tanto al centro dell’attenzione, cosa che mi piace da matti.

Mi rendo conto, però, anche di un’altra cosa.

Quello del viaggio è un tempo importantissimo. Un tempo che desideriamo, e che ci connette con un sacco di cose. E’ facile, molto facile, sprecare questo tempo in viaggio per dedicarsi alle persone (o alla parte di noi stessi) che restano a casa.

Il tempo in viaggio è una cosa molto importante. Qui trovi una riflessione sul TEMPO in viaggio.

Durante il viaggio di un anno in Sudamerica per fortuna non c’erano le Stories. Passavo del tempo con le tante persone incontrate senza fare video, ho fatto trekking bellissimi sulle Ande senza immortalare la mia faccia sudata ed ansimante durante la salita.

Sono ricordi indelebili che conservo gelosamente.

Perchè in quel momento ero fottutamente connesso con me e le mie debolezze, e tutto ciò che quell’esperienza mi stava regalando.

Voglio darvi solo un consiglio: SIATENE CONSAPEVOLI.

Utilizzare molto i Social in viaggio vi toglierà del tempo per altre cose, non c’è nulla da fare.
Se questo è il vostro lavoro, o quello che desiderate fare beh, non ho assolutamente nulla da dire.
Se invece state per partire per un’esperienza tutta vostra, quel viaggio che tanto desiderate, non spaccatevi la testa su come raccontarlo, quello verrà poi da sè…ACCETTATE IL CONSIGLIO!

Con-dividere il tempo in viaggio

La mia amica Anna di Piuttosto Che Blog, mi fa un sacco ridere quando dice “Ormai per attirare l’attenzione rimane solo da fare il giro del Mondo su due mani“. Forse ha ragione!
Viaggiate come vi pare, nella modalità che più vi richiama, vi eccita.

Ma fatelo.

Se volete diventare famosi forse ha ragione Anna, ci vuole qualcosa di eclatante, ma non sono io la persona più adatta a darvi questi consigli.

Trovare il proprio punto di equilibrio. Forse è questa la soluzione.
Più si è “centrati” sul proprio cammino e più questo avanzerà nel tempo.
Ne sono convinto.

E comunque non avete considerato una cosa:

Se condividessimo ogni istante del nostro viaggio, cosa racconteremo un giorno, da anziani, ai nostri amici al bar??

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