Fare Autostop in viaggio – La Guida

Guida su come fare autostop in viaggio Mattia Fiorentini viaggiatore qui a Ushuaia Patagonia argentina

Sono tanti i Paesi del Mondo dove è uso comune fare Autostop.

Perchè fare autostop in viaggio

Forse da casa starete dicendo “Ma questo è matto!“.

Ci sta, lo capisco.

Se la cosa ti stuzzica l’appetito però, leggi fino in fondo come fare autostop in viaggio.

Ti parlo di autostop perchè, durante il mio viaggio in Sudamerica, ho percorso oltre 2000 km in autostop per Cile e Argentina.
Questo mi permette di darti consigli sulla base della mia esperienza diretta.
Devo dire però che sono diversi i Paesi nel Mondo adatti per fare autostop.
Uno di questi è la Svizzera (chi l’avrebbe mai detto!) dove è facile incontrare anche la signora che espone il dito per andare a fare la spesa.

Chi può fare autostop

Preciso subito una cosa: FARE AUTOSTOP NON E’ PER TUTTI, nemmeno in Cile e Argentina dove è molto praticato.

Ho pensato di scrivere questa guida per chiarire i tanti dubbi che possono venire e aiutare chi decidesse di provare.

Fare Autostop in viaggio potrebbe essere una meravigliosa esperienza local, a contatto con le persone del posto.

Perchè io faccio autostop durante un viaggio?

Come sapete io quando viaggio cerco il più possibile di farlo attraverso le persone che incontro.
E’ da qui che scopro esperienze local, autentiche, che mi aiutano a conoscere meglio una realtà.

Questo mi ha portato ad avere sempre molta curiosità e a chiedere consiglio alle persone che incontravo.

Già in Svizzera, ma soprattutto in Cile e Argentina spesso mi sentivo dire “Hagas dedo”, “FAI AUTOSTOP!
E così ho iniziato.

I vantaggi di fare Autostop

I VANTAGGI DI FARE AUTOSTOP SONO:

  • Si possono risparmiare molti soldi nei trasporti;
  • In molti Paesi fare autostop è spesso più rapido che prendere il bus;
  • Si vive una vera esperienza local conoscendo persone del posto;
  • Se si viaggia con camion si può coprire anche lunghi spazi;
  • Ogni camionista ha sempre qualche storia avvincente da raccontare;
  • Generalmente gli autisti delle auto sono sempre molto accoglienti.

A conclusione di questa Guida sull’arte di fare Autostop ti racconterò alcuni aneddoti che mi sono capitati.

GLI SVANTAGGI DI FARE AUTOSTOP:

  • All’Autostop è associata una sensazione di pericolo, specialmente per le donne che viaggiano da sole;
  • Bisogna fare attenzione all’ambiente in cui ci si trova;
  • Possono passare ore prima che una macchina si fermi;
  • Si può perdere più tempo rispetto che prendendo un bus;
  • Viaggiare scomodi;
  • E’ possibile che si arrivi tardi nell’ostello o nel punto di destinazione

Quali precauzioni prendere prima di fare Autostop

In viaggi di questo tipo devi prendere degli accorgimenti, specialmente se sei una ragazza.
Con questo non voglio dire che succederanno delle cose spiacevoli, altrimenti non sarei qui a condividere con te questa guida.
Però come sappiamo bene la vita può presentare anche delle situazioni poco piacevoli.

Personalmente non ho mai conosciuto persone, di ambo i sessi, che abbiano avuto problemi facendo autostop.
Prima di metterti in strada e chiedere un passaggio è giusto però tenere in considerazione:

  • Prima di entrare dentro una macchina o camion chiedere SEMPRE da che parte stanno andando. Se dalla risposta che vi viene data non vi arriva una buona energia, ringraziate e salutate;
  • Restare svegli durante il viaggio e conversare con l’autista;
  • Se ti può tranquillizzare, tieni a portata di mano un oggetto di difesa personale come uno spray urticante (Non servirà!!)

Come mi disse un giorno Magalie, un’amica francese conosciuta in Argentina che viaggiava in autostop:

Se la mattina ti svegli, ti senti carico e buena onda per fare autostop vai in strada e lo fai.
Se invece senti qualcosa che non va, prendi il tuo autobus e ti sposti.

L’effetto contrario

Ricorda che anche chi si ferma a dare un passaggio non conosce il proprio interlocutore.

E’ per questo che ti chiedo di fare attenzione anche ai tuoi comportamenti:

  • Cerca di essere chiaro sulla tua destinazione e interagisci;
  • Tieni le mani sempre in vista e mai nascoste nelle tasche o nella borsa;
  • Proponiti di offrire qualcosa quando vi fermate per una sosta;
  • Fai in modo di essere pulito e di non puzzare!! Spesso alcuni camionisti dicono di non caricare dei viaggiatori perchè sono sporchi!!;
  • Intrattieni la conversazione e divertitevi, chi carica viaggiatori lo fa in genere per condividere del buon tempo

Raccomandazioni e consigli

Ecco alcune raccomandazioni e consigli per fare in modo di trovare un passaggio:

  • Allontanati dai centri abitati e vai verso le strade principali;
  • Fai autostop lungo la strada;
  • In alcuni Paesi, come in Argentina, mettiti poco distante dalle stazioni di servizio e i caselli autostradali;
  • Avere un cartello con scritta la propria destinazione facilita molto.
    Se la vostra destinazione supera i 200 km mettete una tappa intermedia;

ESISTE UNA REGOLA MONDIALE DEI BACKPACKERS CHE FANNO AUTOSTOP:

Se arrivate per fare autostop e ci sono già altri viaggiatori che lo stanno facendo, dovete mettervi dietro di loro distanti almeno qualche centinaio di metri.

Come si dice Fare Autostop negli altri Paesi?

Sudamerica: HACER DEDO;
Centroamerica: DAR UN RAID;
Brasile: PEDIR CARONA;
Canada e USA: HITCH HIKE
Francia: FAIRE DU STOP

Siti utili per fare Autostop in viaggio

Esistono diversi gruppi Facebook dove scambiarsi consigli sui luoghi dove fare autostop.
Il sito HITCHWIKI è invece una sorta di Wikipedia per viaggiatori in autostop!

Le mie esperienze di Autostop in viaggio

Alcuni “personaggi” che mi hanno offerto un passaggio!

Ti ho già detto che ho fatto autostop diverse volte, soprattutto in Cile e Argentina ma anche in Svizzera e Ecuador.
Ti racconto alcuni aneddoti simpatici che sono capitati.
Spero capirai che fare Autostop in viaggio è un’occasione divertente per conoscere persone.

Il mio primo Mate in Argentina

Stavo scendendo il Sudamerica e dal Cile, più esattamente dal piccolo villaggio di Chile Chico, per entrate per la prima volta in Argentina.
Ero emozionato, ma consapevole che quasi non passavano bus e la distanza per la prima città era di 45 km.
Decido di farmi 4 km a piedi per superare la frontiera e di provare a fare autostop.
Tira un gran vento, dopo mezzora non si ferma nessuno.
Esco dal centro abitato e mi rimetto a fare “dedo”.
Arriva una macchina con a bordo una coppia di ragazzi giovani e una bimba di qualche mese.
Erano stati in Cile al festival della “ciliegia rock” mi caricano in macchina e partiamo.
Lui si chiama Juan e la prima cosa che fa è passarmi la bombilla, la coppa in terracotta con la cannuccia in rame con dentro il Mate.

“Eh si, perchè in Argentina noi beviamo Mate in continuazione”.

Come potevo rifiutare?
Dò un sorso e faccio una faccia stranita, tutti ridono di gusto.
Altro che caffè, ho avuto un effetto “energizzante” per i 2 giorni a seguire!

Il Sig. Giovanni di Stefano e le origini palermitane

Mi trovavo a Santiago del Cile (dopo aver viaggiato in Patagonia ero ritornato per conoscere una parte di Cile che mi mancava) e volevo tornare in Argentina, per conoscere la parte nord.
Essendo Santiago del Cile una città molto grande, Alejandro un amico colombiano che mi ospitò tramite Couchsurfing , mi disse dove dovevo andare per incontrare macchine in direzione Argentina.
Mi trovavo distante da Santiago e di lì a pochi metri iniziava una superstrada.
“Se non trovo nessuno come faccio a tornare indietro?”, penso tra me e me.
Quando ecco fermarsi una macchina con un uomo a bordo.
“Pa’ donde viajas?” mi chiede.
“Hasta Mendoza, Argentina, señor” gli rispondo.
“Yo tambien, bueno subes” mi dice, mentre mi apre la portiera e mi indica dove sistemare lo zaino.
Avevo appena fatto la conoscenza di Giovanni di Giuseppe, una settantina d’anni di Mendoza, proprietario di un’azienda che esporta sementi dall’Argentina al Cile.
La strada che porta al confine con l’Argentina è fatta di tanti tornanti.
Giuseppe ha origini palermitane.
Mentre sfreccia per i tornanti nel senso di marcia opposto con una mano tiene il volante e con l’altra il telefono con il quale mi fa vedere le foto del suo viaggio dell’anno precedente a Palermo per conoscere la casa del nonno.

Mira Tano, mira” mi dice ridendo mentre io terrorizzato gli intimo di pensare solo a guidare.

Il termine Tano è quello con il quale gli argentini chiamano gli italiani.

Se vuoi approfondire leggi anche Cosa pensano gli argentini degli italiani e Gli argentini amano molto l’Italia.

La pianura argentina e il camion di Coca-Cola

Il viaggio più lungo che ho fatto in autostop è stato per la bellezza di 700 km.
Ero appena rientrato da Ushuaia, la città più a Sud del Mondo e stavo cercando di arrivare a Bariloche, nel Nord della Patagonia.
Lì mi aspettavano in un ostello per lavorare in cambio di vitto e alloggio.
Vado in una gasolinera (le stazioni di servizio in Argentina le chiamano anche BOMBA) e cerco un passaggio.
Mi dicono che c’era un punto per gli autostoppisti di lì a un chilometro.
Appena mi incammino sento un rumore frastornante venire da dietro le mie spalle.
Era il clacson di un camion enorme.
Apro la portiera e il camionista mi chiede “Hai bisogno di un passaggio?“.

Era il signor Josè Fernando, mi aveva visto fare domande alla gasolinera così pensava che avessi bisogno.

Lui andava verso Buenos Aires e trasportava migliaia di fusti di plastica che sarebbero diventate bottiglie della Coca-Cola.

Il centro dell’Argentina “è fatto di nulla”.

Strade dritte anche per 1000 km, con ai lati campi, e poi campi, e poi qualche pascolo.
Cercavo di parlare il più possibile perchè Josè Fernando non si addormentasse.
Lui nel camion aveva addirittura una macchina per riscaldare l’acqua per il Mate.
Era molto concentrato perchè in Argentina c’è una specie di alpaca che bruca l’erba e spesso si butta in mezzo alla strada.
Non ha fatto in tempo a dirmelo che incontriamo un altro camion distrutto sul davanti che aveva appena investito un alpaca.
La giornata scivola via tra chiacchiere, musica country e un’adrenalina particolare che sentivo dentro me.

Hai capito adesso perchè ti parlo di Autostop..

Come posso dimenticare delle avventure così?

Cosa ne pensi? Esci dal comfort, lascia un commento!