La “usb che viaggia” – Il gioco musicale in Iran

La musica è un connettore potentissimo, capace di unire persone differenti. Il gioco della “Usb che viaggia” ha portato in Iran allegria, sorrisi e una particolare connessione. Ecco cosa abbiamo fatto.

Un regalo da portare

“Ma porteremo qualcosa alle persone che ci ospiteranno in Iran?”

Con questa domanda Croce mi incalza a una settimana dalla partenza per l’Iran.

Ormai da quattro anni viaggio seguendo le regole del Vagabonding, ovvero un modo di viaggiare, anche per lunghi periodi, attraverso l’incontro con le persone ricercando la libertà di viaggio.

Il couchsurfing, qui vi spiego cos’è, mi aiuta a incontrare persone del posto, i cosiddetti locals e farmi dare le giuste indicazioni. E’ un modo di viaggiare autentico che permette di vivere una determinata realtà così com’è.

Il mio viaggio in Iran è durato un mese.
Per le prime due settimane ho condiviso il viaggio con Croce (nome d’arte di Matteo Crociani) un grande amico che mi ha accompagnato alla scoperta di questo Paese incredibile.

Prima di partire mi chiama e mi dice: “Senti, ma alle persone che ci ospiteranno possiamo regalare qualcosa come ringraziamento?”.

“Bellissima idea, Croce! Ma cosa gli portiamo?”. Iniziamo a scandagliare una serie di alimenti ed oggetti improponibili. Non perchè non siano adatti, ma difficili da trasportare fino in Iran. “E se gli portassimo delle canzoni?” all’improvviso Croce viene trafitto da un lampo di genio. Iniziamo così a creare una chiavetta usb con una trentina di canzoni italiane. Si spazia da Lucio Battisti ai Litfiba passando per i Righeira e Luca Di Risio, capitolando fino alla meteora romagnola Gianni Drudi (ti vedo sai che stai googolando il suo nome). Questa chiavetta verrà passata a tutti quelli che ci ospiteranno tramite couchsurfing come simbolo di gratitudine e amicizia.

“E se chiedessimo agli Scomfortzoniani di dedicare una canzone italiana ad un iraniano?” ecco che la scarica che ha colpito Croce passa improvvisamente a me.
Ne nasce un gioco musicale, dove far conoscere agli iraniani incontrati un pò della nostra cultura musicale. E’ stato “un gancio”, quell’occasione che ci ha permesso di entrare in connessione con delle persone meravigliose, di capire ancora una volta come la musica può avvicinare culture e tradizioni così differenti.

Guardate un pò cosa è venuto fuori!

E’ stato difficile all’inizio spiegare questo gioco. Soprattutto vincere un pò di reticenza. Come sapete in Iran esistono leggi che limitano i social network e vietano espressioni artistiche in pubblico. Alla fine però si sono tutti prestati al gioco con un sorriso e grande disponibilità.

Il gioco a questo punto è incompleto.

Abbiamo creato un ponte tra Italia e Iran solamente in una direzione.

Ecco che, per completare questo gioco, abbiamo chiesto alle persone incontrate durante il nostro viaggio in Iran di dedicare una canzone iraniana a un italiano.
Queste sono le dediche che hanno fatto:
Forough dedica “Boro Vasad” a Silvia Emili e Riccardo Cattalini
Reza dedica “Nowruz Khosh Amad” a Veronica Magnani
Farzane dedica “Diri Dari” a Francesca Zamboni
Mohammed Reza dedica “Dariya” a Emma Cimatti
Homeyra dedica “Khooneye” Ma a Claudia Serafini e Maria Giulia Sartoni
Farshad dedica “Gentleman” a Sara Astorino
Sajad dedica Golpooneha a Stefania Castellucci
Mohammed dedica Man o To ad Alberto Bruschi
Fatemeh dedica Bi To (Na na na) a Cristina Segreto
Ahmimi dedica Damad a Roberta PAdroni
Fatemah dedica Yadete a Giulia Caldara e Marika De Nicola
Ahmad dedica Akharin bar a Marta Bartolini

L’esperienza di viaggio attraverso le persone è spesso imprevedibile. Con la “usb che viaggiaabbiamo creato qualcosa di potente. Abbiamo avuto conferma come il viaggio può spiegare molte cose, avvicinare persone che sembrano così lontane.

Grazie a tutte le persone che si sono prestate per questo gioco musicale. Purtroppo non siamo riusciti a soddisfare completamente le tantissime richieste che ci sono pervenute. Continueremo nei prossimi viaggi questo gioco. Voi intanto condividete e fate sapere a più persone quanto Italia e Iran da oggi sono un pochino meno distanti!.



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