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È lasciando andare che ho ripreso in mano la mia vita – La storia di Federica

Lasciare andare le situazioni che ci bloccano e non permettono di fare le scelte che sentiamo nostre. “Lascia Andare” è il mantra di Federica Zamagna, un vulcano di energia e progetti per il Mondo con la sua “borsa che viaggia”

Ciao Fede, raccontaci un pò di te!

Quanto tempo abbiamo? 
Sono una romagnola doc e anche se in famiglia hanno sempre detto che nessuno sia mai emigrato all’estero, noi sin da giovani giovani (adesso siamo solo giovani), avevamo un fuoco che spingeva da dietro, per metterci in moto e allargare i nostri orizzonti. Prima esperienza estera, in versione “Erasmus – Orgasmus”, in quel di Barcelona. Fu abbastanza disastrosa ripensandoci ora, ma sbagliando si impara, e questo è per noi un proverbio veramente azzeccato. Due lauree in tasca, come molti italiani, perché il sistema italiano è come se a un certo punto ti dicesse “velatamente” che non sei mai abbastanza. Così in questo non essere mai abbastanza, siamo volate in UK, senza veramente sapere una I di Inglese. Solo un contatto Italiano in loco. Salto nel buio ma sapevamo che quella era la direzione più giusta da prendere, perchè anche se te la fai veramente sotto dalla paura/non controllo, sappiamo da sempre quale sono le scelte migliori per noi, solo che spesso facciamo “gli gnorri” e ri-mandiamo. 

A un certo punto abbiamo cominciato a sentire molto bene che la strada dell’insegnamento non era la nostra vera strada, ma una strada scelta per paura/sicurezza, presa in un momento passato e in quel momento passato, probabilmente era stata la scelta giusta. E così a un certo punto il mezzo, insegnare all’estero, per scoprire nuove culture e scoprire sempre più, allo stesso tempo noi, non è stato più abbastanza. Stare dentro una scatola, quella di un’aula scolastica, per 8 ore, senza essere completamente libera di esprimere la nostra creatività ha letteralmente fatto click. Siamo tornate dalla Colombia e una bella mattina, senza additivi strani, ci siamo svegliate con in testa: “LASA ANDE’”. Lì è partito il nostro vero viaggio. Quello più pericoloso ma proprio per questo il più vero.

Cosa rappresenta per te viaggiare?

Azzerare tutti i luoghi comuni relativi alle diverse culture. Alcuni di essi sono talmente radicati dentro di noi che quando comunichiamo/pensiamo, non ce ne rendiamo neanche più conto. Quando cominci ad abbattere i vari confini (il contrario di quello che sta succedendo oggi in giro per il mondo), senti veramente che siamo tutti parte di UNO ed è allora che nascono le vere amicizie, nascono idee e progetti impensabili razionalmente. A livello personale significa andare “deeply dentro di noi“, un po’ come un salto nel passato, per ricordarci chi eravamo veramente, ricordarci i nostri veri sogni (che secondo noi sono la vera realtà per ognuno di noi). Vedere i  nostri limiti, le nostre paure e spingere in quella direzione, proprio come se fossimo su una scala e volessimo arrivare in cima per toccare con un dito, il cielo sopra di noi. Sentire, vedere e cominciare a mettere in pratica, come la cosa più normalissima di questo mondo il dare senza ricevere, strettamente connesso con la fiducia nello sconosciuto, che ci hanno insegnato essere qualcosa di negativo, quando spesso invece è l’esatto opposto.

Cos’è Lasa Andè – La borsa che viaggia?

La LASA ANDE’ è un modo di essere, sentire, agire.
Una community (o qualsiasi cosa diventerà), composta da GUERRIERI, stile TEMPLARI del XXI secolo (ma senza appartenenza religiosa alcuna). All’interno di questa community, ci sono persone che hanno scelto di “saltare” per realizzare i propri progetti, persone che sanno cosa significa dare senza ricevere, essere in una posizione di apertura nei confronti dello sconosciuto e viaggiatori, che non significa per forza volare dall’altra parte del globo, perché spesso il viaggio più difficile è proprio il nostro quotidiano. Si crea un’energia pulita, che mettendosi in movimento, in silenzio, crea cambiamento dove passa e permette il nascere di nuove amicizie e collaborazioni.

Dentro la LASA ANDE’, si sono uniti come i pezzi di un vero puzzle, tutto quello in cui, a seguito delle nostre esperienze di vita, crediamo oggi.

a) Importanza di Lasciare Andare;
b) Il dialetto Romagnolo che a differenza di altri dialetti è quasi sparito (la scritta Lasa Andè);
c) Importanza di tornare a scrivere a mano (diario dentro la borsa);
4) Significato/Energia dei nostri soprannomi (dentro al diario si indica il proprio);
5) Dare senza Ricevere (dentro al diario viene indicato un primo viaggio consigliato scritto da perfetti sconosciuti arrivati prima di te);
6) Credere nello sconosciuto (quando si vuole, si scambia la LASA ANDE’ con diario in essa contenuto, con perfetti sconosciuti, scegliendo dalla lista delle LASA ANDE’ visibile sul blog);
7) Sostenibilità (le borse e il diario sono prodotti a Km 0 sia in Italia, Barcelona, Beirut e acquistabili solo in loco/no spedizioni aeree);
8) Integrazione (le borse sono prodotte da donne immigrate e locali).

Ma perchè dovremmo lasciare andare?

Perché se non LASA ANDE’ una cosa/situazione/persona/emozione, che senti benissimo non essere più giusta per te, rimani nel tuo loop personale, in stallo e non evolvi in quanto individuo. Quando LASA ANDE’, crei dentro di te uno spazio vuoto, che inevitabilmente ti mette in una condizione di apertura ed è lì, che i sogni tornano a galla e le cose belle cominciano a realizzarsi. Dovrebbe essere logico e invece nella vita dell’essere umano succede l’esatto opposto. Se una condizione non ti soddisfa cambi direzione per cercare quella che ti fa sentire più centrata, più felice ed è proprio lì la svolta. Si tratta di mettere veramente nell’angolo la paura, il controllo e saltare senza guardare più indietro. Nessuno ha mai detto che sia facile, anzi, saltare nel buio è molto difficile, ma se credi che nel momento del bisogno qualcosa o qualcuno ti tenda una mano invisibile (che sicuramente molti di noi hanno riconosciuto nella propria vita), ecco che arriva la fiducia e mollando, ti lanci. Least but not last, una scienza molto prestigiosa, chiamata psico-genealogia, ci informa di quanto i nostri loop/blocchi/stalli personali/non realizzazioni, vengano passati all’interno del nostro albero genealogico, fino a quando qualcuno, appunto, decide di saltare/tagliare. Indi, perchè non essere proprio NOI, gli elementi di cambiamento per noi stessi e per chi verrà dopo di noi (il famoso DARE senza RICEVERE, in altra forma, ma sempre lui)???

Come il viaggio ti ha messo in connessione con te e gli altri?

Il viaggio mi ha permesso di capire meglio chi sono e di creare, piano piano, con tutti gli sforzi e difficoltà del caso, la migliore versione di me. Una volta un mio amico bolognese, guardando com’ero vestita, mi disse, sorridendo, che non si capiva bene la mia nazionalità. Per me quella semplice riflessione estemporanea, ricevuta con tanto di birra, a sedere in via del Pratello è ad oggi, forse, il miglior complimento che io abbia mai ricevuto. Il punto non è la questione stilistica ma quanto il mio essere italiana di nascita, si sia fuso con tutti gli elementi culturali esteri nei quali ho vissuto ad oggi. Quando vivi in un paese straniero o ci passi in mezzo, inevitabilmente ci si annusa, ci si osserva, ci si conosce, ci si fonde l’un l’altro e si porta a casa, come un vero e proprio quadro da appendere in casa, la parte migliore conosciuta. Lo stesso quando torni da un viaggio estero alla “casa madre“, nel mio caso la Romagna appunto. Tutto quello di buono che hai conosciuto relativo alle diverse culture conosciute lo trasmetti a chi ti sta intorno ed è proprio lì, che secondo noi, come amano dire gli spagnoli, inizia a cambiare, piano piano,  il famoso CHEP  (la mentalità dell’essere umano) e ci si apre sempre di più, senza giudizio ma con fiducia. 

Cosa consiglieresti a una ragazza che vorrebbe partire da sola?

Rispetto al mio primo viaggio da sola, 2011 (NYC/Costa Rica/Panama), oggi c’è un mondo di informazioni e di supporto a riguardo che si chiama: Internet. Quello che consiglierei è di seguire il proprio istinto o voce interiore. Se qualcosa dentro dice di muoversi, ma si ha, come si dice in gergo, “una fottuta paura”, quella è la direzione più giusta da prendere. Se non si sa dove andare perché, guardando la mappa del mondo, è veramente immenso, consiglio di svuotare la mente (che spesso mente) e di osservare quelle che noi chiamiamo le non-coincidenze. Loro, spesso, ci indicano la porta corretta da aprire. Se si è veramente in stallo, consiglio di partire per una destinazione che per noi potrebbe essere più nota e sicura e poi, durante il viaggio, sicuramente le emozioni/sensazioni di dove si vuole veramente andare cominciano a bussare. Quando si viaggia da sole, si è in una posizione di maggiore apertura, quindi le situazioni, persone, che si conoscono, sono veramente infinite e siamo libere, tutte le volte, di scegliere se abbracciarle o meno. Molti dei miei viaggi da sola, sono partiti con un volontariato e da lì si è aperto un mondo inaspettato e bellissimo. Siamo fatti di energia, non lo dice Not Only Barcelona ma l’ha scoperto qualcuno di molto più intelligente di nome A. EINSTAIN. Cioè ? 

Attraiamo le situazioni che si allineano ai nostri pensieri, indi no paura quando si viaggia ma sempre in occhio. Quando le situazioni pericolose o strane si avvicinano a noi, il corpo le riconosce come vere ed estranee ai nostri pensieri, indi si cambia direzione e via andare!!

Federica scrive nel suo blog Not Only Barcelona
Per partecipare agli eventi di N.OB. o richiedere la borsa Lasa Andè potete contattare Federica su Facebook o Instagram.
Eccola invece in diretta su Radio Deejay durante MegaJay.

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