“Caro viaggio ti scrivo” – Mi è arrivata una email..

Qualche giorno fa mi è arrivata una e-mail. La voglia di partire di un ragazzo, tra desideri e paure. Tu cosa risponderesti?

Qualche giorno fa apro la mia casella di posta e vedo arrivare dalla sezione Contatti del blog una mail che ha come oggetto “Help!“.
Di seguito ti riporto il contenuto, omettendo alcuni dati per rispetto del mittente.

Ciao Mattia!
Leggendo la tua storia, mi sono emozionato, perché sto provando le tue stesse emozioni.
Ho 28 anni, e il ….. metterò fine all’agonia del posto fisso che tanto mi rende infelice, metterò da parte gli ultimi soldi ed il ……. partirò per Bogotá, l’idea è precisamente come la tua, vagare per il Sudamerica fino in Argentina, senza studiare troppo i percorsi, ma l’importante sarà entrare in empatia con le persone. Seguire il flusso. Detto questo, come puoi ben immaginare, ho tante motivazioni che mi hanno spinto a fare questa “pazzia”, sono anni che come te ero stanco di vivere in questo modo, aspettando le due settimane di ferie per “vivere”.
Detto questo, partirò, ma ho tanta paura. Non riesco a focalizzarla. Ho paura di non essere all’altezza, o di essere poco interessante (si, ho problemi di autostima), ho paura che una volta lì, di non avere la più pallida idea del perché aver fatto questo, la gente mi mette pressione parlando solo dei lati negativi, e questi incrementano la paura…ecco, questo e tanti altri pensieri, non mi stanno aiutando.
Volevo chiederti perciò, quali fossero state le tue paure, le tue emozioni, e come sei riuscito a superarle… Grazie!!!

E’ bello ricevere mail come questa.

Non perchè quella di abbandonare il lavoro e partire sia una strada da caldeggiare, assolutamente.
E’ una strada, più in salita di quello che si pensi, e come tale può essere valutata al pari di altre scelte.

La cosa che mi piace di questa mail è il desiderio di ricerca personale che scorgo tra quelle parole, con tutte le fatiche che senza dubbio emergono.

Come ho superato le mie paure?


Non ho superato le mie paure. Questa è la risposta.

Almeno prima della partenza.
Ho capito che spesso le paure non si superano, le paure si gestiscono.

Arrivare a decidere di lasciare il lavoro e dedicarsi un tempo in viaggio è già di per sè una scelta ragionata e piuttosto coraggiosa.

Stai andando controcorrente, sappilo! E quando si nuota a sfavore di vento si può spendere molta energia. Tu devi ancora buttarti in mare ed è normale che ti chieda cosa ti aspetterà.

Ma ricorda, hai un vantaggio.

Hai fatto una scelta.

Per di più una scelta dettata da qualcosa in cui credi, o forse ti immagini, ma sono sicuro che in qualche modo senti.
Migliaia di persone fanno scelte in base a quello che sentono e non a quello “che devono” fare.
E’ in quel momento che entrano nella loro (S)comfort Zone.

Molti non raggiungeranno l’obiettivo o il sogno prefissato.
Non troverai nessuno di loro però che si dirà pentito della scelta fatta.

Viaggiare fa bene all’anima.

Comunque vada ti sarai permesso di rischiare per qualcosa che volevi fare.

Famiglia e amici non capiscono la tua scelta?


Ora più che mai goditi questo momento.

Senza saperlo, e senza neanche avere una sfera di cristallo, riesco a leggere le battute dei tuoi amici su whatapp mentre ti mettono alla guardia dalle sparatorie in Colombia, magari chiedendoti di spedirgli un pò di “farina speciale” dando per scontato che diventerai presto affiliato di qualche cartello.

Goditi questi momenti e ridici su.
E’ la forma che i tuoi amici utilizzano per dirti che stai per fare un’esperienza unica.
Ti stanno implicitamente chiedendo di farli viaggiare attraverso i tuoi occhi.

Una bella responsabilità non credi?

E poi ci sono i famigliari, che non vedi dalla tua parte, hai paura di fare soffrire e perciò ti chiedi se sia il caso di partire oppure no.

Questa è una grande occasione.

Misura così il valore della tua scelta.
Se le persone a cui tieni maggiormente sono preoccupate e non condividono le tue scelte ti stanno appena dando la possibilità di capire quanto tieni a quel sogno che giorno dopo giorno stai progettando.

Grazie a te anche loro avranno un’opportunità. Quella di cambiare il loro punto di vista e aprirsi a novità che non avevano mai considerato.

Come preparare la partenza?


Partire per un viaggio, magari con un biglietto di sola andata, è un progetto che può mettere un po’ d’ansia.

Trova la tua misura, in base a come ti senti.

Io ad esempio ho scelto di non decidere le varie tappe e neanche di programmare le spese, perché conoscendomi sapevo che me la sarei cavata bene una volta in viaggio.

I miei consigli sono due:

  • Ricorda le emozioni che stanno accompagnando la tua partenza, fermale nel modo che preferisci.
  • Scrivi al tuo viaggio. Manda una lettera al tuo viaggio, agli incontri e a quella persona che pensi il viaggio ti farà diventare.

Forse sarà come diceva il buon Lucio solo un modo per “distrarsi un po’”. Oppure diventerà la prova scritta dell’inizio di un nuovo capitolo della tua vita.

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