Prima di partire per un lungo viaggio

Continuo scrivendo quello che tutti si aspettano. “Porta con te la voglia di non tornare più”. Ma sapete cosa rispondo invece? Ringrazio Irene Grandi, rifiuto l’offerta e vado avanti. Mancano meno di due mesi a quello che ormai mi affolla i pensieri da molto tempo. Proprio quello di partire per un lungo viaggio, un upgrade di tutto ciò che ho fatto finora. E’ vero, di chilometri ne ho macinati già parecchi, soprattutto in Europa. Ho viaggiato con amici, con le fidanzate del momento (non aspettatevene chissà quante), con sconosciuti e da solo. Proprio il viaggiare da solo è la dimensione che al momento più mi soddisfa. Che poi diciamo la verità, da solo non sono mai. Che mi piaccia o meno, sono un animale sociale, un ricettore naturale di incontri, storie, racconti e serate in compagnia. Sono orgoglioso di questo, mi piace “avere orecchio” come diceva il grande Jannacci, ascoltare, meravigliarsi del nuovo. E’ una forma a mio avviso inconsapevole di aprire la propria mente e questo sta diventando un desiderio irrefrenabile. E’ da alcuni anni che nutro la voglia di tornare in Sud America. Il Perù ha aperto una voragine dentro me. Quei sorrisi, l’accoglienza, ma soprattutto lo spirito e la vitalità che si respirava li ho subito sentiti come miei. Sinceramente non so perché, ma iniziai con entusiasmo a parlare di Argentina. Io che di argentino conosco solo qualche calciatore passato dall’Inter (tra tutti “El Tractor” Javier Zanetti) o qualche fetta di angus mangiata a quelle fiere internazionali del cibo. E’ un tarlo, un’idea fissa. Ho continuato a fare tanti altri tipi di viaggio, ma i miei pensieri si concludevano sempre con quel “si però l’Argentina…”. Ora credo proprio sia giunto il momento di andare! Difficile dare spiegazioni, certe cose si sentono e basta. Partirò dal Portogallo. E’ una paese che mi ha sempre stuzzicato e che voglio assolutamente visitare. Così approfitto del fatto che a Luglio in Sud America è inverno, per passare un po’ di tempo in terra lusitana.
Bene, deciso da dove voglio partire e dove vorrò arrivare, come prepararsi per un viaggio da solo di diversi mesi? Dopo aver valutato qualche centinaia di soluzioni, la risposta resta un mistero. Personalmente non sono più quello che studiava tutto al minimo dettaglio, percorsi, alberghi, dove mangiare. E’ una modalità che mi ha accompagnato per molta strada ma che non ho più. Sarà che con il passare del tempo, e dei viaggi, ho conosciuto meglio il tipo di viaggiatore che è in me. Un viaggiatore che si meraviglia nell’incontro, nella condivisione (detto da chi viaggia in solitaria suona strano, vero?). Quello che sto facendo ora, a meno di due mesi dalla partenza, è semplice. Ho fatto il punto della situazione. Non c’è niente da fare, carta e penna su di me hanno ancora un certo fascino. Così ho iniziato a scrivere una miriade di punti che devo sistemare prima della fatidica partenza. Innanzitutto voglio sistemare un po’ di questioni burocratiche. Non c’è sollievo migliore di viaggiare senza dover pensare a pratiche, documenti o proroghe che hai in stallo a migliaia di chilometri di distanza. E poi ci sono le cose essenziali da portare con me: zaino, vestiti, tecnologia al seguito. E’ un’operazione che vi posso garantire porta via un sacco di energie mentali! La risposta che mi sono dato è stata: “Take it easy”. Non ho trovato altra soluzione. Del resto non posso arrivare dappertutto e quanto meno cercare di controllarlo. Ma la mia VagabondList è lì che mi guarda e puntualmente mi richiama all’ordine. Non vi ho detto del terzo aspetto che ho appuntato. Sento che il mio essere e sentirmi italiano possa essere un connotato ben riconoscibile all’estero. Ho deciso di passare una bellissima mattinata a casa della mia cara amica Sabrina che insieme a sua mamma mi hanno insegnato a fare la sfoglia. Tra risate e movimenti impacciati da parte mia abbiamo prodotto tagliatelle e cappelletti ripieni per poi mangiarli insieme. Sono contento innanzitutto per l’occasione. Il fatto che partirò a breve mi porta ad assaporare di più le situazioni. Intanto ho imparato una cosa nuova. Ho messo una freccia in più al mio arco, poi chissà cosa potrà succedere!  Qual è l’obiettivo del mio viaggio?. Ho ragionato parecchio su questo punto, e ancora un po’ dovrò farlo. Sto diventando più scaramantico di un giocatore del Lotto a Napoli, e perciò non aggiungerò altro. Vi suggerisco però di non tralasciare mai questo aspetto qualunque sia il motivo che vi porti a fare un viaggio (con la V maiuscola si intende!).
Ora che la mia lista è pronta, che sia il caso di comprare anche il biglietto aereo?.

Rispondi