Partecipare a un raduno di Couchsurfing – Ma dici davvero?

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Il Couchsurfing è uno degli strumenti di viaggio più utilizzati nel Mondo dei cosiddetti backpackers, i viaggiatori zaino in spalla.

Il  Courchsurfing partì diversi anni fa con l’idea di creare una community, mettere cioè in relazione domanda e offerta gratuita di letti o divani in qualunque destinazione nel Mondo. Poco a poco si è formata una fitta rete di viaggiatori che si muovono come formiche sapendo che all’arrivo ci sarà qualcuno pronto ad accoglierli, a raccontare qualcosa di più su quella città, a creare delle nuove amicizie. Il sito di Couchsurfing negli anni è cresciuto molto. Oltre a cercare e offrire gratuitamente un posto letto si può fare tanto altro. Esiste lo strumento di HANG OUT che localizza i viaggiatori nelle tue vicinanze disposti a uscire per bere una birra o trascorrere insieme la giornata. Ci sono tanti gruppi tematici dove i “local”, gli abitanti di una determinata città, dispensano consigli e indicazioni di viaggio. Ho scritto un articolo per aiutarti passo passo ad entrare nell’incredibile mondo del Couchsurfing. Clicca qui

Il raduno di Couchsurfing in Ecuador

Ora però ti chiedo di accompagnarmi indietro nel tempo. Ti porto con me a ripercorrere il Raduno Nazionale di Couchsurfing in Ecuador. 

Ottobre 2016, sono passati ormai quattro mesi dall’inizio del mio viaggio vagabondo. Dopo aver attraversato Spagna, Portogallo e Colombia sono giunto in Ecuador. I passaggi di frontiera li vivo sempre in modo traumatico. Perchè mi impongono di ricominciare da capo. Tutte le conquiste fatte con fatica in un Paese, le amicizie, la lingua, le tradizioni, di colpo vengono azzerate. Ovviamente fa parte del gioco. Sono io a scegliere di cambiare, ad avere un obiettivo chiamato Argentina, ma il passaggio di frontiera è difficilissimo. Fatto sta che i primi giorni in Ecuador li ho vissuti in solitaria. Ero ancora troppo inebriato dal calore e l’accoglienza colombiane. Me ne stavo da solo, girando tra i mercati artigianali, comprando di tanto in tanto una sigaretta per unità (in Sudamerica chi vuole cercare di smettere può comprare UNA sigaretta dalle banchette delle signore per strada), per poi ritornare in ostello. In Ecuador dovevo rimanere solo due settimane, più o meno era il tempo che mi ero immaginato. Poi quando viaggi utilizzando il vagabonding tutto può prendere improvvisamente un’altra piega. Ecco appunto, un’altra piega. In Ecuador mi sono fermato due mesi. Tutto “merito” di una piccola macchina fotografica che si ruppe e che aspettavo dall’Italia, attese infinite alla dogana ecuadoriana..una volta vi racconterò meglio “dell’imprevisto” che mi ha permesso di conoscere tanta gente meravigliosa in Ecuador.

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Per caso leggo la newsletter di un gruppo Couchsurfing..

Parlare ancora di “caso” mi fa sorridere. Vabbè, fatto sta che mi trovavo a Quito, la capitale dell’Ecuador, e scambiavo infinite email con le Poste Centrali dell’Ecuador grazie anche alla mediazione di Juan Francisco, un ragazzo italo-ecuadoriano conosciuto grazie ad una cara amica di Forlì. Ero appena rientrato da nord dove ho condiviso qualche giorno insieme ad una comunità indigena nella Foresta Amazzonica. Mi trovo in un ostello che dire minimal è fare un complimento. Si chiama Big Mama in nome della proprietaria, ex prostituta, che dopo aver concluso la carriera (o perlomeno millantava di averlo fatto) ha aperto un ostello molto basic dove offrire camere condivise a viaggiatori zaino in spalla per la modica cifra di cinque dollari a notte. Controllo l’email per verificare se le Poste mi avessero risposto. Invece ne ricevo un’altra. Proveniva dal gruppo South America del sito di Couchsurfing al quale ero iscritto. L’email titolava “Couchsurfing Meeting Ecuador in Loja“. Realizzo ancora una volta di più di essere “parcheggiato” nell’ostello di una ex prostituta a Quito, aspettando una risposta dalla burocrazia sudamericana, che diciamocelo, non ha la fama di essere la più rapida ed efficiente del pianeta. Così decido: non so dove si trovi, ma Loja sarà la mia prossima meta. Rispondo a Pauli, la ragazza che organizza l’evento, e le dico che un couchsurfer italiano è pronto e carico per vivere questa nuova avventura.

Loja, Vilcabamba e il raduno di eterna giovinezza

Controllo sulla cartina dove si trova Loja, non sarebbe la prima volta che accetto inviti in località impossibili da raggiungere! Ho la fortuna invece che l’Ecuador è piccolo e davvero ben collegato dai trasporti. Loja è una piccola città a sud, a poche ore di distanza dal confine con il Perù. A sole otto ore di bus da Quito. Una distanza perfetta per partire in tarda serata e viaggiare di notte. Abbraccio Viviana, Gian, Shali e tutti gli amici “quiteños” con la promessa di ritornare da lì a qualche settimana, giusto il tempo di farmi meravigliare un altro pò da questo Ecuador. 

Vicabamba Loja raduno nazionale couchsurfing ecuador

Il raduno di Couchsurfing Ecuador ha avuto la durata di tre giorni. Pauli, insieme ad altri amici, ha curato alla perfezione ogni dettaglio, ospitandoci a casa e facendoci conoscere la loro cultura. Il gruppo era così composto: nove couchsurfers ecuadoriani, tre argentini, due cileni, una statunitense e un italiano. In genere si iniziano le barzellette così. Beh, diciamo che le risate non sono mancate! Nessuno si conosceva prima di quel momento, si respirava però l’armonia di chi era amico da sempre. Avete mai provato questa sensazione? Loja ha un castello bellissimo e lungo le strade i bambini sono soliti disegnare sui marciapiedi con i colori a cera.Il giorno successivo siamo andati a Vilcabamba. Dovete sapere che questa piccola località, arroccata nel mezzo della selva, è famosa per un record singolare. Qui vivono infatti le persone più anziane del Sudamerica! Arzilli nonni e nonne di oltre centodieci anni popolano le strade della città. La leggenda vuole che il fiume Vilcabamba, dove gli abitanti sono soliti fare il bagno, abbia proprietà a dir poco miracolose. L’acqua del fiume Vilcabamba come elisir di lunga giovinezza. Ovviamente ho convinto il gruppo a fare il bagno tutti insieme nel fiume..quello del “non ci credo ma non si mai” è un brand tutto italiano che con orgoglio esportiamo puntualmente per tutto il Mondo.

coppia di anziani sulla panchina di Vilcambamba Loja Ecuador meeting couchsurfing

Gli imprevisti del Couchsurfing

Facendo Couchsurfing e partecipando ai raduni correrete diversi rischi. Il rischio maggiore è di divertirvi un casino. La tre giorni a Loja e Vilcabamba è stata una fucina di fuori programma e situazioni impreviste che hanno insaporito il week-end ma soprattutto la nostra nuova amicizia. La seconda sera a Vilcabamba siamo stati invitati a partecipare alla “elezione della Princesita”. Una specie di Miss e Mister Vilcabamba, dove tutta la città era riunita per eleggere la coppia più bella dell’anno. L’elezione, come solito in Sudamerica, ha dato seguito a una festa a base di salsa e reggaeton fino a tarda notte. Io e Ricardo, un amico cileno, siamo stati invitati sul palco dal presentatore a salutare il pubblico in quanto visitatori stranieri.

Le persone fanno sempre la differenza

Di questa esperienza conservo tantissimi ricordi. Si creò un gruppo molto affiatato con il quale abbiamo continuato a viaggiare nelle settimane successive. Vi racconto la storia di alcuni di loro, capirete subito perchè lo faccio:
PAULI, una grande organizzatrice, ci ha letteralmente aperto le porte di casa sua e della sua piccola città. Il Couchsurfing l’ha aiutata a vincere la timidezza e ad aprire la mente ospitando viaggiatori da tutto il Mondo. Ora vive a Girona, in Spagna, in un progetto internazionale, continuando a creare per passione eventi di Couchsurfing.
DAVID, è diventato un mio grandissimo amico. Dopo il raduno sono stato ospite suo e della sua gigantesca famiglia a Guayaquil per passare il Natale insieme a loro. E’ ingegnere alimentare, ha appena concluso un Master tra Cile e Germania e sogna di avviare un progetto di sviluppo alimentare in Africa. Questa estate è passato a trovarmi qualche giorno a Forlì. Sono stato molto felice di aver condiviso un’amicizia sudamericana qui nel mio quotidiano.
RICARDO è cileno, e come molti di loro, è molto esuberante! Biologo, ha vissuto per lunghi periodi al Polo Sud studiando il comportamento dei pinguini. Quando lo conobbi a Loja aveva il sogno di raggiungere lentamente il Polo Nord per conoscere anche l’altro lato del Mondo. Da quasi due anni è fermo sull’isola di Bocas del Toro a Panamà dove insegna inglese come volontario ai bambini di un villaggio.
CHARLOTTE, lascia San Francisco e il posto fisso per avventurarsi da sola con il suo zaino per il Sudamerica. Da un accento inconfondibile, è una delle poche “gringas” che si butta con coraggio a parlare spagnolo. Oggi continua a viaggiare per il Mondo lavorando come agente immobiliare direttamente dal suo pc.
MONICA, sessantacinque anni di Quito, dopo il raduno ha rifatto lo zaino per partire insieme ad un’amica coetanea. Con mezzi pubblici hanno raggiunto il Messico per il primo raduno di Donne viaggiatrici latinoamericane.
Volevo condividere con voi alcuni spaccati di vita che ho avuto la grande fortuna di incontrare. E’ soprattutto per questi e tanti altri incontri che sono grato al Couchsurfing
Credo che “intercettare” altri modi di vivere questa folle vita, sia uno dei molti privilegi che si hanno una volta fuori dalla propria zona di comfort.

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